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Regione Sicilia (25.708 km2,
5.098.234 ab.) dell'Italia meridionale, costituita
dall'isola omonima, la più estesa (25.426 km2) del Mare
Mediterraneo, separata dalla Calabria mediante lo stretto di
Messina. Il territorio comprende alcune isole minori (Ustica
e Pantelleria) e gli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e
delle Pelagie. È Regione autonoma, dotata di statuto
speciale, suddivisa in 9 province: Agrigento, Caltanissetta,
Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani.
GEOGRAFIA
Il territorio è montuoso; lungo la costa settentrionale si
succedono da est a ovest tre catene, i monti Peloritani
(massima cima Montagna Grande, 1374 m), i Nebrodi o Caronie
(monte Soro, 1847 m), le Madonie (Pizzo Carbonara, 1979 m).
Nella parte centrorientale si estende il massiccio degli
Erei, che a ovest trapassa nell'altopiano zolfifero, regione
di ampie ondulazioni collinari, e a sud-est nel gruppo degli
Iblei (monte Lauro, 986 m). Isolato, presso la costa ionica,
si erge il cono vulcanico attivo dell'Etna. Le aree
pianeggianti sono limitate alle zone litoranee: la più vasta
è la piana di Catania, a sud dell'Etna. Il clima è
tipicamente mediterraneo, con inverni miti e relativamente
piovosi, estati calde e asciutte. I corsi d'acqua hanno
carattere torrentizio e portata assai scarsa. Tra i
principali il Simeto, l'Alcantara, il Torto, il Salso, il
Platani, il Belice. L'agricoltura è l'attività economica
prevalente, con produzione di frumento, agrumi, orzo,
ortaggi, mandorle, olive e uva. Scarso l'allevamento
(caprini, equini). Di maggior rilievo la pesca,
particolarmente del tonno. Dal sottosuolo e dalla
piattaforma continentale si estraggono petrolio e gas
naturale (Gela, Ragusa); altri minerali estratti sono lo
zolfo e i sali potassici. Saline lungo la costa. Tra le
industrie prevalgono quelle alimentari, chimiche,
farmaceutiche, del vetro, del cuoio, del tabacco, delle
essenze, dei mobili, cantieristiche. Attivo l'artigianato
del legno, delle ceramiche e terrecotte, delle filigrane. In
costante aumento il movimento turistico. La popolazione,
molto fitta (197 ab./km2), si addensa in prevalenza sulle
fasce costiere, ma non mancano grossi agglomerati rurali o
minerari anche nell'interno. Centri importanti, oltre ai
capoluoghi di provincia, sono: Marsala, Mazara del Vallo,
Porto Empedocle, Gela, Caltagirone, Augusta, Acireale,
Taormina, Milazzo.

STORIA
Abitata fin dal Paleolitico da Elimi, Sicani e Siculi, per
la sua posizione geografica l'isola fu il punto d'incontro
delle civiltà fenicia e greca. I Fenici vi si stabilirono
per primi nella parte occidentale, seguiti poi dai Greci
(ca. 734 a. C.), che occuparono la parte orientale fondando
colonie di popolamento ed empori commerciali. Le colonie
greche pervennero a una notevole prosperità, ma non furono
esenti da gravi contrasti sociali che sfociarono nella
costituzione delle tirannidi. A Gela e poi a Siracusa emerse
il tiranno Gelone, che seppe resistere vittoriosamente
(battaglia di Imera, 480 a. C.) all'attacco cartaginese, e
gettò le basi della potenza egemonica di Siracusa.
L'espansionismo dei Cartaginesi costituì un costante
pericolo per i Siracusani. La lotta continuò fino alla I
guerra punica, che segnò l'arrivo dei Romani richiamati dai
Mamertini; nel 241 la Sicilia diveniva la prima colonia
romana. Occupata dai Vandali (439) e poi dai Visigoti, la
Sicilia fu unita all'Impero d'Oriente da Belisario nel 535.
Meta di continue scorrerie saracene, l'isola fu conquistata
dagli Arabi a partire dall'827. Con la dinastia dei Kalbiti
(948-1040), la dominazione araba toccò vertici di grande
splendore. Le successive discordie interne favorirono la
conquista del normanno Ruggero (1061-1091). Passato alla
casa di Svevia, il Regno di Sicilia fu unito all'Impero
nella persona dell'imperatore Federico II, che risiedette a
Palermo dando vita, con opera illuminata (Costituzioni di
Melfi, 1231), a uno Stato ben organizzato e centralizzato.
Morto Federico II (1250), la corona passò per breve tempo a
Manfredi (1258) e poi a Carlo I d'Angiò (1266), il cui
rapace governo fu rovesciato con i Vespri Siciliani (1282) e
sostituito con quello dell'aragonese Pietro III. Legato al
Regno di Napoli, il Regno di Sicilia si separò nel 1458, e,
nel 1504, passò alla corona spagnola che ne affidò il
governo a un viceré. Dopo il trattato di Utrecht (1713), la
Sicilia passava ai Savoia (1713-1718), all'Austria
(1718-1734) e a Carlo di Borbone dopo la pace di Vienna
(1738). Nel 1816 un decreto reale sancì l'unione
amministrativa del Regno di Sicilia con quello di Napoli nel
Regno delle due Sicilie. Nel 1860 la Sicilia venne unita al
Regno d'Italia. Dopo la seconda guerra mondiale, le esigenze
autonomiste dell'isola sono state soddisfatte con la
creazione (1946) della Regione a statuto speciale.
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PRINCIPALI DISTANZE |
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Agrigento Km 193 |
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Catania Km 80
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Enna Km 192
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Messina Km 181 |
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Palermo Km 299
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Ragusa Km 53
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Siracusa Km 32 |
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Trapani Km 380 |
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